venerdì 15 aprile 2011

Soldato della notte

Girare dietro l'angolo
di una giornata sbagliata
ed imbattersi in un soldato
che indossa uno scudo
fatto di corde e legno
armato di solo plettro
a combattere l'indifferenza
del grigiore da strada
dalla sudicia trincea di
un palco immaginario
che lo solleva appena di poco
dal pattume sull’asfalto

Di fronte a sé un elmo
riverso al suolo
colmo di rame
oggi non vedrà l'oro
e forse loro non vedranno lui
ma io che l'ho visto
appena voltato l'angolo
di una giornata sbagliata
ve lo voglio raccontare.

Stringeva nel pugno
le note conosciute
nei suoi viaggi per 
l'Europa, e tutte
le librava dalle dita
accartocciate sui tasti
donandole alla notte
col suo barrè elegante
e donne chissà quante
per quei sospiri
di esilio e solitudine.

L'abitudine l'ha portato 
a cantarle nel soffio
di un pentagramma
e non ne farà certo
un dramma se al posto 
di un soldo bucato
gli offrirò questo canto
nato dalla mia penna

Senza pena di illusione
resterò nell'ombra di una
sua canzone e questo biglietto
piegato in quattro
che ora lascio scivolare 
ai piedi del suo altare
volando via veloce, ancora
intrappolata dalla sua voce
di inverni e vino, volerò dove 
le gambe vorranno andare
portandomi a sognare
dietro l'angolo di una
giornata nata sbagliata
e morta in lotta
per un po’ di pace.


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