giovedì 19 maggio 2011

L'arte di annaspare

L’epoca è poca colpa.
L’etica solletica i palati
Delicati, fendendo a colpi
Di buon senso tutto il
Marcio degli scarti
Da ingerimento rapido.

Ripido, il collasso da noia
Si fa antipasto per musiche
Concitate, e non serve
Adagiare sigarette sulle
Labbra per saggiare l’aria
satura del finire d’agosto.

Rimane posto per un ultimo
Richiamo, prima del concerto:
la sigaretta spenta,
la chiave stretta in una mano,
e in mezzo al culo la speranza di trovare
un amico spalmato sul tuo divano
che faccia da sfondo al resto del mondo,
e in fondo allo stomaco
nascondere una vigliaccata:
non dirgli che l’esistenza così
è dilapidata, che l’inedia non controllata
gli ha fatto il nido dentro al cuore
e che la vita non disputata
tra non molto gli muore.

Tu, codardo, ti rinfranchi del suo male
Ringraziando che ad un altro
Sia toccato in sorte
Il puro e semplice respirare
Mentre a te, l’ingrata arte di annaspare.

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